La storia della Biblioteca Vincenzo Bindi

Il 15 Dicembre 2012, dopo sette anni di chiusura per i lavori di ristrutturazione, è stata riaperta al pubblico la Biblioteca Civica “Vincenzo Bindi”, fiore all’occhiello della città e della regione tutta, per il suo inestimabile patrimonio librario, bibliografico ed epistolare lasciato in dotazione al Comune di Giulianova dallo storico e intellettuale giuliese, cui la struttura è intitolata. Vincenzo Bindi, infatti, con l’atto testamentario del 25 Maggio 1924 e con i successivi quattro codicilli,1 l’ultimo dei quali datato 21 Dicembre 1927, dispose che, alla sua morte, l’intero patrimonio di libri e dipinti in suo possesso e «la proprietà del 1° e del 3° piano, col relativo, inseparabile ammezzato [soffitta]” della sua casa di Giulianova andassero in dotazione al Comune della “dilettissima Patria” affinché il primo piano fosse destinato «ad uso di Biblioteca e Gabinetto 4 di lettura; il 3° e il relativo ammezzato ad uso di gabinetto artistico».

Se il nucleo da cui ebbe origine l’attuale biblioteca constava di circa 8.000 volumi e pubblicazioni sull’Abruzzo e sull’arte abruzzese, di circa 15.000 fra lettere, appunti, autografi, schede, scritti e manoscritti, il cuore del lascito artistico pulsava di  «tele, tavole, disegni, tempere, stampe, in maggioranza di scuola napoletana del secolo scorso (XIX n.d.r.)». Tra i circa 400 dipinti della collezione «vi sono opere degli artisti conterranei più noti, dai Palizzi al Patini, dal Michetti a Della Monica», oltre alla notevole produzione di Gonsalvo Carelli, esponente di spicco della cosiddetta Scuola di Posillipo e suocero del Bindi, che ne aveva sposato la figlia Rosa.

Alla morte di Vincenzo Bindi la ricca collezione bibliografica, autografa e artistica fu affidata all’amico fraterno Giuseppe De Bartolomei, che attese gratuitamente (almeno nei primi anni) alla custodia e al controllo accurato del lascito fino al 1953. Egli distribuì il materiale librario nei locali del 1° piano, che affacciavano su Corso Garibaldi g e che il Comune dotò di scaffali e lampadari, dando così vita alle prime due sezioni della biblioteca: l’una di abruzzesistica e l’altra di cultura generale, A seguito di pressioni da parte del sovrintendente bibliografico per gli Abruzzi, nel 1937 Rosa Bindi acconsentì all’apertura al pubblico della biblioteca: fu così, dunque, che il 1° Luglio dello stesso anno e sotto l’egida di Giuseppe De Bartolomei questa accolse i suoi utenti dalle 11 alle 12 e dalle 16 alle 18:30 dei giorni feriali. Una battuta di arresto, però, si ebbe negli anni della Seconda Guerra Mondiale, durante i quali lo stabile in Corso Garibaldi ospitò, per concessione dell’allora Commissario straordinario Riccardo Cerulli, la famiglia Mascaretti, con cui il Comune, nei primi anni Cinquanta, entrò in contenzioso, per tornare in possesso dei locali bindiani.

Nel 1953 la Soprintendenza di Pescara poteva finalmente incaricare il bibliofilo Raffaele Aurini «per il riordino della biblioteca, perché si potesse finalmente riaprirla al pubblico, dopo una trista parentesi; e tale fausta riapertura si ebbe nell’ottobre del 1957». Con Aurini prese avvio una prima catalogazione dei documenti posseduti dalla biblioteca e stando a quanto riferisce Sgattoni nel suo saggio compì un riordinamento moderno e funzionale della stessa, tanto che «l’apparato burocratico è ridotto al minimo: il lettore può liberamente accedere agli scaffali, scegliere il libro desiderato, leggerlo sia nelle  belle sale arredate con mobili modernissimi forniti dal Ministero ed illuminate con il neon sia – quando la stagione è propizia – sull’ampia terrazza panoramica che guarda al Lido e all’Adriatico». La “Bindi”, inoltre, «aperta al pubblico il martedì il giovedì ed il sabato, dalle 15 alle 20», fu ammessa dal Ministero stesso al «prestito reciproco con le altre biblioteche», alias prestito interbibliotecario.

Negli anni ’70, alla Direzione della Biblioteca Civica subentrò per concorso pubblico il Prof. Dante Pistilli, che diede un grande contributo alla crescita della stessa, incrementando il patrimonio bibliografico con nuove acquisizioni e con l’istituzione della Sezione Ragazzi. Dal 1979 al 1993 furono gli anni della Direzione del Prof. Aldo Marroni, cui è seguito l’attuale Responsabile del Settore Cultura, il Dott. Ludovico Raimondi.

Oggi la Biblioteca è cresciuta nel suo patrimonio documentale, vantando quasi 30.000 volumi e dieci sezioni (0-9), che richiamano in maniera approssimativa la Classificazione Decimale Dewey. A queste si affianca la Sezione Abruzzese, identità dell’Istituzione Civica e ricordo perpetuo di una vita, quella di Vincenzo Bindi, consacrata allo studio e alla promozione delle meraviglie dell’arte e della storia d’Abruzzo e alla raccolta, insieme alla sua consorte Rosina, degli autografi dei personaggi più eminenti dell’Ottocento italiano ed europeo.

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